C'è questa frase di Guccini, che tendo a ricordarmi quando mi tirano in mezzo a questioni inutili, cazzate, gossip di terza mano, problemi che tali non sono.
"Di solito ho da far cose più serie, costruir su macerie o mantenermi vivo."
Ecco, la consiglio a tutti. La piantano tempo zero.
C'è questa frase di Guccini, che tendo a ricordarmi quando mi tirano in mezzo a questioni inutili, cazzate, gossip di terza mano, problemi che tali non sono.
"Di solito ho da far cose più serie, costruir su macerie o mantenermi vivo."
Ecco, la consiglio a tutti. La piantano tempo zero.
Essere cavalieri non lo si scopre quando si cavalca, tra insegne e vento favorevole. Lo si comprende quando qualcuno ti fa scendere da cavallo e, senza più altezza né armatura, devi scegliere chi essere. È allora che la grazia smette di essere posa e diventa postura dell’anima, anche nella polvere.
September 18, 2026 at 8:11 PM
Essere cavalieri non lo si scopre quando si cavalca, tra insegne e vento favorevole. Lo si comprende quando qualcuno ti fa scendere da cavallo e, senza più altezza né armatura, devi scegliere chi essere. È allora che la grazia smette di essere posa e diventa postura dell’anima, anche nella polvere.
Sono un uomo che piange. Non per debolezza, vivendo forte ciò che mi accade: lascio che il dolore attraversi il corpo senza trasformarlo in vergogna. Le lacrime, una forma più onesta di pensiero. Nel viaggio della vita, non cerco porti sicuri ma un mare abbastanza grande da contenere ciò che sento.
September 15, 2026 at 7:41 PM
Sono un uomo che piange. Non per debolezza, vivendo forte ciò che mi accade: lascio che il dolore attraversi il corpo senza trasformarlo in vergogna. Le lacrime, una forma più onesta di pensiero. Nel viaggio della vita, non cerco porti sicuri ma un mare abbastanza grande da contenere ciò che sento.
L’uomo è un archivista imperfetto: conserva con ostinazione l’istante del dolore e lascia evaporare ere geologiche di felicità. La memoria pesa le ferite con una bilancia truccata, mentre il bene diventa paesaggio. Forse vivere è imparare a viaggiare senza fare del naufragio la destinazione futura.
September 15, 2026 at 5:59 AM
L’uomo è un archivista imperfetto: conserva con ostinazione l’istante del dolore e lascia evaporare ere geologiche di felicità. La memoria pesa le ferite con una bilancia truccata, mentre il bene diventa paesaggio. Forse vivere è imparare a viaggiare senza fare del naufragio la destinazione futura.
Forse la più triste delle maschere maschili è quella indossata per paura di sentire. Così si soffoca la tenerezza, si nasconde il dolore, si scambia il gelo per forza. Crescere non è diventare invulnerabili: è partire con tutte le proprie ferite, farne identità, piangere senza ritegno.
September 14, 2026 at 6:53 PM
Forse la più triste delle maschere maschili è quella indossata per paura di sentire. Così si soffoca la tenerezza, si nasconde il dolore, si scambia il gelo per forza. Crescere non è diventare invulnerabili: è partire con tutte le proprie ferite, farne identità, piangere senza ritegno.
Che errore relegare il piacere fisico ai margini della vita: il corpo non è dettaglio, è una lingua. Una bocca che indugia, la pelle che cerca altra pelle, un respiro che cambia ritmo. Ci sono desideri che non distraggono dalla vita: la rendono più vera, senza scomodare l’Amore per sentirsi degni.
September 14, 2026 at 6:05 PM
Che errore relegare il piacere fisico ai margini della vita: il corpo non è dettaglio, è una lingua. Una bocca che indugia, la pelle che cerca altra pelle, un respiro che cambia ritmo. Ci sono desideri che non distraggono dalla vita: la rendono più vera, senza scomodare l’Amore per sentirsi degni.
Il dolore non insegna un cazzo. È una ferita aperta, una casa dopo l’incendio, un coltello lasciato sul tavolo, un fiume senza argini. Non contiene lezioni: contiene possibilità. È l’uso che ne facciamo a trasformarlo in memoria, forza o veleno.
September 13, 2026 at 7:44 PM
Il dolore non insegna un cazzo. È una ferita aperta, una casa dopo l’incendio, un coltello lasciato sul tavolo, un fiume senza argini. Non contiene lezioni: contiene possibilità. È l’uso che ne facciamo a trasformarlo in memoria, forza o veleno.
Potremmo farne un capolavoro di questo poco che a me pare moltissimo. Vedi, sono abituato da sempre a vedere uno stadio in una stanza, la luna in una lampada; i miei sogni non si permettono lo sfarzo della pretesa, chiedono permesso temendo il dileggio, da qui il farmi ombra e vestirmi di silenzio.
September 13, 2026 at 9:43 AM
Potremmo farne un capolavoro di questo poco che a me pare moltissimo. Vedi, sono abituato da sempre a vedere uno stadio in una stanza, la luna in una lampada; i miei sogni non si permettono lo sfarzo della pretesa, chiedono permesso temendo il dileggio, da qui il farmi ombra e vestirmi di silenzio.
Scrivere,dipingere, immergersi nei sensi è fare l’autopsia al nostro cadavere ancora vivo: incidere senza anestesia, separare ciò che resta da ciò che no, cercare sottopelle la causa della morte. Capendo che la morte che sentiamo è solo un postura in cui il necrologio porta in calce la nostra firma.
September 13, 2026 at 7:57 AM
Scrivere,dipingere, immergersi nei sensi è fare l’autopsia al nostro cadavere ancora vivo: incidere senza anestesia, separare ciò che resta da ciò che no, cercare sottopelle la causa della morte. Capendo che la morte che sentiamo è solo un postura in cui il necrologio porta in calce la nostra firma.
Il dolore accade in un secondo: una porta che si chiude, un nome che manca, e il tempo cambia natura. Può durare un secondo o una vita, secondo come attraversiamo i giorni. La clessidra non misura il dolore: misura quanto di noi resta in ogni granello che cade.
September 12, 2026 at 3:50 PM
Il dolore accade in un secondo: una porta che si chiude, un nome che manca, e il tempo cambia natura. Può durare un secondo o una vita, secondo come attraversiamo i giorni. La clessidra non misura il dolore: misura quanto di noi resta in ogni granello che cade.
Torneremo a ballare i lenti, a scrivere sulla carta, a vergognarci persino di un bacio sulla guancia. Solo allora la carnalità tornerà straordinaria: celata, furtiva, lentissima. Perché ciò che si concede senza fretta conserva intonso il privilegio di essere desiderato.
September 11, 2026 at 8:06 PM
Torneremo a ballare i lenti, a scrivere sulla carta, a vergognarci persino di un bacio sulla guancia. Solo allora la carnalità tornerà straordinaria: celata, furtiva, lentissima. Perché ciò che si concede senza fretta conserva intonso il privilegio di essere desiderato.
Non temo la tristezza: ne conosco l’ouverture, al pari del gran finale. Temo, viceversa, l’infelicità: persuade lentamente a rinunciare a ciò che ci rende vivi. La tristezza è una casa in penombra; l’infelicità, invece, è il nostro sguardo sulla gabbia senza abbaino, ostinandoci a chiamarla casa.
September 11, 2026 at 7:46 PM
Non temo la tristezza: ne conosco l’ouverture, al pari del gran finale. Temo, viceversa, l’infelicità: persuade lentamente a rinunciare a ciò che ci rende vivi. La tristezza è una casa in penombra; l’infelicità, invece, è il nostro sguardo sulla gabbia senza abbaino, ostinandoci a chiamarla casa.
Non esiste una sola verità, ogni certezza è figlia dello sguardo che la contempla e del tempo che la attraversa. La realtà è un'amante infedele, un prisma: muta colore secondo la luce, il punto d’osservazione, la distanza. La verità si lascia baciare, mai possedere, sempre sedurre.
September 10, 2026 at 4:50 PM
Non esiste una sola verità, ogni certezza è figlia dello sguardo che la contempla e del tempo che la attraversa. La realtà è un'amante infedele, un prisma: muta colore secondo la luce, il punto d’osservazione, la distanza. La verità si lascia baciare, mai possedere, sempre sedurre.
L’amore è un viaggio che non obbedisce alle mappe: cambia nome a ogni frontiera. Può chiamarsi desiderio, cura, complicità, nostalgia, un addio. Eppure, tra partenze e ritorni, resta ciò che modifica il paesaggio intimo: una rotta occulta che ci insegna dove, e con chi, vale la pena sostare davvero.
September 9, 2026 at 7:36 PM
L’amore è un viaggio che non obbedisce alle mappe: cambia nome a ogni frontiera. Può chiamarsi desiderio, cura, complicità, nostalgia, un addio. Eppure, tra partenze e ritorni, resta ciò che modifica il paesaggio intimo: una rotta occulta che ci insegna dove, e con chi, vale la pena sostare davvero.
Gli anni sono uno specchio che, mutando luce, non ci restituisce soltanto ciò che siamo diventati, ma anche ciò che abbiamo lasciato andare. Nel suo riflesso si fanno più nitide certe perdite, e più preziosi i guadagni che un tempo parevano invisibili: la misura, il discernimento, la libertà ormai.
September 9, 2026 at 5:30 PM
Gli anni sono uno specchio che, mutando luce, non ci restituisce soltanto ciò che siamo diventati, ma anche ciò che abbiamo lasciato andare. Nel suo riflesso si fanno più nitide certe perdite, e più preziosi i guadagni che un tempo parevano invisibili: la misura, il discernimento, la libertà ormai.
Scrivere è urgenza che non concede tregua: l’anima, quando trabocca, cerca nella parola una forma per legittimarsi. La pagina diviene allora soglia, e la penna il varco attraverso cui ciò che tace prende voce, si ordina, respira. Non è mestiere: è sollievo da una pena che non cerca mai assoluzione.
September 7, 2026 at 7:37 PM
Scrivere è urgenza che non concede tregua: l’anima, quando trabocca, cerca nella parola una forma per legittimarsi. La pagina diviene allora soglia, e la penna il varco attraverso cui ciò che tace prende voce, si ordina, respira. Non è mestiere: è sollievo da una pena che non cerca mai assoluzione.
Dire no è una risposta: una porta che si chiude senza rumore. Non deve vestirsi di spiegazioni, né mendicare comprensione. È una lama di seta, netta e ferma; un sigillo ieratico sul confine dell’anima. La scelta vera non chiede alibi: basta a sé stessa, senza appello, ancor meno senza consenso.
September 7, 2026 at 7:00 PM
Dire no è una risposta: una porta che si chiude senza rumore. Non deve vestirsi di spiegazioni, né mendicare comprensione. È una lama di seta, netta e ferma; un sigillo ieratico sul confine dell’anima. La scelta vera non chiede alibi: basta a sé stessa, senza appello, ancor meno senza consenso.
Saper fare è un remo; saper attendere è conoscere la marea. Il talento più raro non forza l’approdo: indugia nella bonaccia, ascolta il tempo farsi vespro. Ci sono destini che maturano solo nell’indugio, quando perfino il desiderio impara l’eleganza di non bussare.
September 6, 2026 at 7:57 PM
Saper fare è un remo; saper attendere è conoscere la marea. Il talento più raro non forza l’approdo: indugia nella bonaccia, ascolta il tempo farsi vespro. Ci sono destini che maturano solo nell’indugio, quando perfino il desiderio impara l’eleganza di non bussare.
Tengo il bicchiere come si tiene una verità che brucia piano. La notte versa silenzi, io bevo piano e fingo basti. Poi arriva la nostalgia: si siede accanto, profuma di ciò che non torna e sorride. Brindiamo senza guardarci. Lei sa già che, alla fine, sarò io a pagare il conto. Ancora.
September 4, 2026 at 9:43 PM
Tengo il bicchiere come si tiene una verità che brucia piano. La notte versa silenzi, io bevo piano e fingo basti. Poi arriva la nostalgia: si siede accanto, profuma di ciò che non torna e sorride. Brindiamo senza guardarci. Lei sa già che, alla fine, sarò io a pagare il conto. Ancora.
Tutti celiamo disfatte, miserie, macerie, naufragi affettivi e sogni disillusi. Perché ostentarsene immuni, negandoci empatia? Basterebbe guardarci con indulgenza e poi con tenerezza, consapevoli che persino i nostri più rovinosi e sciagurati errori furono, sovente, maldestri tentativi di felicità.
September 1, 2026 at 6:32 PM
Tutti celiamo disfatte, miserie, macerie, naufragi affettivi e sogni disillusi. Perché ostentarsene immuni, negandoci empatia? Basterebbe guardarci con indulgenza e poi con tenerezza, consapevoli che persino i nostri più rovinosi e sciagurati errori furono, sovente, maldestri tentativi di felicità.
Credo nel bene disinteressato, senza fine, persino senza logica. Nel fare del bene fino a far pensare: "Cosa vorrà in cambio?". E poi non volere nulla. Dare senza motivo, scriteriatamente, per alleggerire, lasciare luce e rendere il proprio mondo un po' più degno di essere vissuto, ogni volta.
August 31, 2026 at 6:21 PM
Credo nel bene disinteressato, senza fine, persino senza logica. Nel fare del bene fino a far pensare: "Cosa vorrà in cambio?". E poi non volere nulla. Dare senza motivo, scriteriatamente, per alleggerire, lasciare luce e rendere il proprio mondo un po' più degno di essere vissuto, ogni volta.