#BiennaleArchitettura
August 23, 2025 at 8:57 AM
#DesignTrip questa settimana passeggia nelle calli di #Venezia per la XIXᵃ Mostra Internazionale di Architettura, punto d'incontro per nuovi spunti di riflessione su una delle sfide più importanti del nostro tempo: l'adattamento a un mondo alterato. Fino al 23 novembre.
#BiennaleArchitettura
May 9, 2025 at 7:53 AM
Biennale Architettura 2025 19th International Architecture Exhibition, Venezia

flic.kr/p/2ryWBPB

#Biennale #Architettura #BiennaleArchitettura #BiennaleArchitettura2025
#Architecture #Exhibition #Venezia #Venice #labiennale @la_Biennale
October 14, 2025 at 12:32 PM
Bass with a Purpose: Ascendo’s Infrasonic Muscle Powers Imaginative Elephant Conservation Effort at Biennale Architettura 2025

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@avnirvana.bsky.social #hometheater #avnews #avtweeps #music #movies #audiophile #elephants #BiennaleArchitettura #Ascendo #infrasonic
May 12, 2025 at 5:18 PM
"il mondo crolla e a Venezia va in scena una obsoleta biennale di architettura", di sergio racanati, oggi su ahida: www.ahidaonline.com/post/comp-ar...
#biennale #biennalearchitettura
comp-art
Il mondo crolla e a Venezia va in scena una obsoleta biennale di architettura
www.ahidaonline.com
July 24, 2025 at 8:47 AM
BIENNALE D'ARCHITETTURA #biennalearchitettura #architettura
May 10, 2025 at 10:00 AM
Biennale Architettura, il suono del Padiglione Lussemburgo
Venezia 14 mag. (askanews) - Nel Padiglione del Lussemburgo, Sonic investigations è un invito immersivo, gioioso e radicale a muovere l'attenzione dal visuale al sonoro. Nella società contemporanea, saturata di immagini, la vista spesso eclissa gli altri sensi che sono essenziali per comprendere le dinamiche non visibili attraverso la nostra relazione sensoriale con l'ambiente. Ispirato dalla silent song 4'33''1 di John Cage, Sonic Investigations ci invita a chiudere gli occhi e ad ascoltare attivamente. Con la curatela di Valentin Bansac, Mike Fritsch, Alice Loumeau, una traccia sonora si trova al centro del padiglione all'Arsenale nella Sala d'Arme al primo piano. Investigando i territori attraverso il suono, il progetto cerca di costruire nuove narrative che reimmaginino il Lussemburgo al di là delle prospettive antropocentriche. Una molteplicità di voci sono presenti nella traccia sonora, dal ronzio dei data center al silenzio della perdita della biodiversità, che ritraggono, tra le altre realtà, le foreste come spazi di scambio, infrastrutture di produzione energetica ed architetture della tecnologia digitale. Esplorando la coesistenza di reti complesse, questa composizione annulla i confini tra l'umano e il non-umano, il naturale e l'artificiale, il locale e il globale, dando voce alle entità ridotte al silenzio e ai sistemi dimenticati. Sviluppata dall'artista sonoro e field recorder Ludwig Berger, la composizione intreccia una serie di registrazioni provenienti da varie località del Lussemburgo, invitando gli ascoltatori a esplorare lo spazio attraverso una nuova prospettiva auditiva. Le ricerche sul campo scaturiscono da incontri e visite con specialisti locali, includendo un ampio spettro di discipline, tra cui ecologia, scienze sociali, ingegneria, storia e data science. Concentrandosi sui field recordings multiprospettici, la traccia sonora esamina criticamente le dinamiche del territorio lussemburghese, indagando il modo in cui la costruzione di progetti legati alla produzione di energia rinnovabile e di nuovi data center, ne stiano disegnando il paesaggio. Il concetto di Ecotone - uno spazio di transizione tra due ecosistemi - guida il processo di field recordings, servendosi di spazi liminali per esplorare l'impatto dell'intervento umano sull'ambiente.
dlvr.it
May 14, 2025 at 8:39 AM
Biennale Architettura, Padiglione Italia e l'intelligenza del mare
Venezia, 11 mag. (askanews) - Un padiglione dedicato al mare, alla relazione tra le acque e la terra, al modo in cui si pensa questo spazio ibrido e suo modo di confine, ma che nel nostro Paese è estesissimo e significante. Per la Biennale Architettura l'Italia ha presentato nel nostro padiglione nazionale il progetto collettivo "Terrae Aquae - L'Italia e l'intelligenza del mare", curato da Guendalina Salimei. "Terrae Aquae - ha spiegato la curatrice ad askanews - era questa idea di un confine, una zona di limite tra la terra e l'acqua che è un'area un po' difficile nel nostro Paese perché è stata un po abusata, un po' distrutta quindi, ma anche poco considerata: perciò l'idea era di rivoltare il punto di vista, di non mettere un punto di vista sempre di un retro, dalla terra, ma dire vediamolo dal mare, in questo senso era l'intelligenza del mare come elemento naturale, anche perché dal mare noi potevamo in qualche modo vedere le nostre coste che sono lunghissime". Il progetto si è sviluppato come una "call for visioni" intorno al tema del guardare l'Italia dal mare, con un cambio di prospettiva e una polifonia di voci e interpretazioni che nel padiglione in Arsenale diventano una manifestazione esplicita di intelligenza collettiva e di diversità: dei linguaggi, dei mezzi espressivi, delle idee per creare una nuova attenzione alla dimensione costiera. Con il chiaro intento di analizzare quella che è e resterà una delle soglie più significative per il nostro Paese. "È un'idea di limite, questo limite che però varia - ha aggiunto Salimei - quindi è un confine che cambia nella terra e l'acqua. Mi sembrava una parola, limite, che in qualche modo desse un po' questo rapporto di area di difficoltà". In mostra, in entrambe le tese di Padiglione Italia, oltre 600 progetti di singoli e gruppi, sia affermati sia emergenti, che puntano su un confronto intergenerazionale, interculturale e senza distinzioni di genere, in cui passato e presente vengono accomunati dall'intento di ripensare il rapporto tra terra e mare e che si trovano in dialogo anche con opere d'arte, sempre concepite in relazione alla dimensione di scambio tra la terraferma e le acque.
dlvr.it
May 11, 2025 at 9:49 AM
Apre la Biennale Architettura: tutte le intelligenze per cambiare
Venezia, 8 mag. (askanews) - La Biennale Architettura è, ormai da anni, un laboratorio che guarda al presente globale e alle sue sfide, nell'ottica di trovare risposte alle tematiche più stringenti. Anche la 19esima edizione, curata da Carlo Ratti, sceglie di guardare alle problematiche del nostro tempo, in particolare a quelle della difesa dell'ambiente e dell'adattamento ai tempi del cambiamento climatico. E lo fa con un numero molto alto di progetti, da ogni parte del mondo, che guardano ad alcune parole chiave: collaborazione, cambiamento, intelligenza collettiva, tecnologia, sempre nell'ottica di una azione comune. Progetti che, pur nelle diversità, sembrano muoversi in simbiosi tra loro. "Effettivamente - ha detto Ratti ad askanews - un modo per vedere questa biennale potrebbe essere proprio quello di un superorganismo, un superorganismo in cui tutti questi progetti, tantissimi progetti, è la Biennale con più progetti da sempre, in qualche modo si parlano e diventano un messaggio unico chiaro potente: il messaggio è che l'architettura deve cambiare, deve adattarsi a un mondo che cambia". La Biennale, intitolata "Intelligens - Naturale, artificiale, collettiva", si muove da una semplice considerazione: per affrontare un mondo in fiamme, l'architettura deve riuscire a sfruttare tutta l'intelligenza che ci circonda. "È una Biennale che ci accompagna nella realtà - ci ha spiegato il presidente Pietrangelo Buttafuoco - attraverso il tenace lavoro del pensiero: il concetto, la costruzione di un progetto che incontra una necessità, quella di considerare come l'umanità, avendo a disposizione la terra, deve rinnovarla nell'essere mondo". L'aspetto del rinnovamento, della creazione di una vera economia circolare, si fonda sull'attenzione e la ricerca su progetti portati avanti nel mondo: e così negli spazi dell'Arsenale si incontrano nuove visioni urbane ispirate da una città come Lagos in Nigeria, oppure progetti realizzati interamente con materiali recuperati da disastri naturali e perfino dalle guerre, o ancora studi su Venezia, con la sua natura di città vivente e fragile, ma anche sul ripopolamento dei grilli. Fino ad arrivare a un progetto che utilizza e depura l'acqua della Laguna per produrre un caffè che viene servito ai visitatori. Il tutto con la volontà di guardare in avanti, nonostante le difficoltà. "Il futuro - ha aggiunto Buttafuoco - è l'unico presente possibile. Quello che noi viviamo è già passato. E la stessa idea di contemporaneità, è statica rispetto alla possibilità di costruire cose che sembrano essere utopie. ma sono delle bellissime realtà". "Quando guardiamo al futuro - ha aggiunto Ratti - non possiamo che essere ottimisti, ottimisti perché, come dice il grande filosofo Karl Popper, l'ottimismo è un dovere, è un dovere perché il futuro è aperto, dipende da noi, da cosa costruiremo. L'architettura è proprio questo: pensare al domani". Un pensiero che questa Biennale tenta di mostrare nella sua bellezza formale, e molte delle installazioni presentate sembrano a tutti gli effetti opere d'arte, ma che poi diventa di reale impatto a livello dei fatti, delle azioni, della forza delle proposte anche radicali che vengono presentate, spesso alla ricerca di forme di ibridazione e cooperazione che ci permettano di guardare anche oltre l'attuale sistema economico globale.
dlvr.it
May 8, 2025 at 9:34 AM
April 2, 2025 at 8:05 AM