#transavanguardia
Nel dominio dell’estensione: “Francesco Clemente. In Between” alla Triennale Milano
Nel dominio dell’estensione: “Francesco Clemente. In Between” alla Triennale Milano
Nel 1979, quando il saggio “La Transavanguardia italiana” di Achille Bonito Oliva viene pubblicato su Flash Art, Jean-François Lyotard scrive “La condizione postmoderna”. Entrambi i testi muovono da una condizione di crisi, quella che interessa le metanarrazioni, vale a dire i si
www.juliet-artmagazine.com
August 31, 2026 at 9:24 AM
ARTISTS

Yoshitomo Nara, Knife Behind Back, 2000

Another title: Secondary school Leonardo da Vinci, 25 mar 2026, Trescore Balneario, Bergamo

#yoshitomonara #dada #popart #conceptualart #citationism #imitationart #transavanguardia #appropriation #trashavanguardia #trashavantgarde #fakeart #fuckart
May 15, 2026 at 3:38 PM
Sandro Chia b.1946, Italian painter, sculptor; Transavanguardia movement
March 21, 2026 at 3:45 AM
Enzo Cucchi (Italian, b. 1949 – ) Untitled, 1986. Cucchi is a Neo-Expressionist painter and a key member of the Italian Transavanguardia movement.
February 19, 2026 at 5:55 AM
#paladino #perugia Paladino invade l'Umbria: oltre la Transavanguardia
Paladino invade l'Umbria: oltre la Transavanguardia - Notizie Buzz!
Un'antologica diffusa tra Perugia, Spoleto e Gubbio celebra l'intero universo artistico di Mimmo Paladino Dal 8 novembre 2025 al 18 gennaio 2026, l'Umbria ospita una mostra antolog
www.notizie.buzz
December 12, 2025 at 6:29 PM
Happy birthday to Enzo Cucchi – visionary Italian painter and a leading figure of Transavanguardia! Born November 14, 1949. 🎨
November 14, 2025 at 2:28 AM
No, TRANSAVANGUARDIA was always gonna be AI it’s filler.✌️🐼
November 9, 2025 at 2:46 AM
September 1, 2025 at 10:47 AM
New York, gli anni ottanta, Warhol, Basquiat e la Transavanguardia
Cortina d'Ampezzo, 2 ago. (askanews) - Raccontare una stagione dell'arte nella quale molto è cambiato e si sono gettate le basi del presente che oggi conosciamo. La galleria Farsettiarte, nella sua sede di Cortina d'Ampezzo, dedica una mostra alla New York degli anni 80, simbolo di avanguardia e trasgressione. "L'idea di fare un focus sulla New York degli anni 80 - ha detto ad askanews la gallerista Sonia Farsetti - è un po' come, su scala maggiore con altri personaggi e sicuramente altri interpreti, indagare l'incrocio di culture, di esperienze, di artisti, gallerie e in quegli anni lì, negli Stati Uniti, ma a New York, nell'East Village, in quel preciso momento era molto fertile e coinvolgeva molti artisti italiani, questo è stato lo spunto dal quale nata poi la mostra, è perché poi l'abbiamo presentata a Cortina". Il momento storico è quello nel quale le opere d'arte hanno cominciato a uscire dalle gallerie, per raggiungere altri luoghi della città, anche complessi come la metropolitana, a testimonianza di una vitalità e di una voglia di cambiamento fortissima. "Quindi abbiamo preso i personaggi principali che hanno fatto parte di questo mondo di rinascita di un tipo di pittura che era poi anche più figurativa, più materica rispetto alla pittura concettuale degli anni precedenti che aveva attraversato gli Stati Uniti, ma non solo anche l'Europa - ha aggiunto la gallerista - quindi questo ritorno al colore, all'espressione di Schnabel, di Warhol, di Basquiat per gli Stati Uniti, mentre invece per gli italiani che negli anni 80, che hanno avuto grandi riconoscimenti anche in mostre pubblica come il MoMA, sono poi quelli della Transavanguardia, che sono passati tramite il curatore, tramite Bonito Oliva, ma non è una mostra sulla Transavanguardia, è una mostra, uno spaccato degli anni 80 e degli artisti che gravitavano intorno all'East Village". Un'altra delle idee che hanno guidato la realizzazione della mostra è stata quella di raccontare come, all'epoca, il ruolo delle gallerie fosse quello di essere anche un punto d'incontro, un luogo di scambi di idee, che oggi avvengono invece principalmente nelle fiere. Con l'ambizione di riportare in auge certe situazioni. "Che possa essere questa mostra - ha concluso Sonia Farsetti - uno spunto per dire: incontriamoci nelle gallerie, riscopriamo gli i giovani talenti e vediamo cosa c'è fuori. Questo è l'auspicio". La mostra "New York, New York. Back to the 80's" resta aperta al pubblico a Cortina fino al 14 settembre.
dlvr.it
August 2, 2025 at 9:18 AM
New York, gli anni ottanta, Warhol, Basquiat e la Transavanguardia undefined

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August 2, 2025 at 9:25 AM
Achille Bonito Oliva e la nascita della Transavanguardia adrianomaini.altervista.org/ac…
Achille Bonito Oliva e la nascita della Transavanguardia
La nascita convenzionale della Transavanguardia italiana può essere rintracciata tra l’ottobre e il novembre del 1979, anno in cui Achille Bonito Oliva pubblicò sulle pagine della rivista d’arte contemporanea Flash Art un articolo in cui comparve per la prima volta il termine “Transavanguardia” <47 **_fig. 5, fig. 6_**. Prima di essere citati congiuntamente all’interno dell’intervento di Bonito Oliva i cinque artisti protagonisti del movimento Sandro Chia, Nicola De Maria, Enzo Cucchi, Francesco Clemente, Mimmo Paladino, non avevano mai avuto occasione di lavorare insieme come gruppo. L’articolo in questione ebbe la funzione di legittimarne l’unione, giacché tutti e cinque provenivano da percorsi artistici differenti, anche se affini. Tuttavia, prima della pubblicazione dell’articolo sulla rivista Flash Art, alcuni di loro avevano partecipato a delle mostre all’interno delle medesime gallerie, come per esempio la galleria Emilio Mazzoli di Modena, dove tra la fine del 1978 ed il 1979 si era formato il duo Chia-Cucchi con l’apporto dello stesso Achille Bonito Oliva, e dove in seguito esposero anche Clemente e Paladino. Il critico fu di fondamentale importanza per l’istituzione del gruppo, e la prassi seguita da Bonito Oliva può essere identificata come uno dei primi interventi di propaganda e orientamento di un movimento, tant’è che all’articolo pubblicato su “Flash Art”, che dato il grande successo riscontrato venne tradotto in diverse lingue, viene conferito il valore di manifesto <48. L’articolo, che venne intitolato La Transavanguardia Italiana, aveva un layout particolare, differente dagli altri contributi pubblicati sulla medesima rivista: il font impiegato era eccentrico, l’impaginazione era confusionale **_fig. 7, fig. 8_**. Le venti immagini selezionate da Achille Bonito Oliva, poi, erano disposte in modo disordinato e asimmetrico, tanto che trovare un filo conduttore tra esse apparve un’impresa ardua. Quindi, le caratteristiche dell’articolo, la cui impaginazione era stata studiata dall’artista neoespressionista polacco Januz Haka – personaggio eclettico e artisticamente apolide – erano tutt’altro che sobrie e spiccava un carattere “lirico-decorativo” <49 come sottolineato da Billo nel volume “Figure della Transavanguardia”. È curioso constatare come in realtà l’articolo-manifesto redatto da Achille Bonito Oliva fosse il risultato di una moltitudine di interventi dello stesso, già pubblicati in altre occasioni, semplicemente riassemblati: di fatto molti testi erano già apparsi nel periodo in cui si stava affermando l’arte concettuale e performativa, proprio quando ancora nessuno aveva sentito parlare dei trans-avanguardisti. Dunque, alla luce di ciò risulta molto complicato definire una datazione precisa per la nascita del movimento. A riprova di questo complesso inquadramento temporale è necessario considerare le due mostre tenute in contemporanea alla pubblicazione dell’articolo su Flash Art. In questa congiunzione di eventi vi fu una probabile premeditazione del critico, intento a rendere identificabile il gruppo in modo da poterlo posizionare anche all’interno dei meccanismi del mercato artistico. Le due mostre appena citate sono “Opere fatte ad arte” inaugurata il 4 novembre 1979 ad Acireale e allestita presso il Palazzo di Città, e la mostra “Le Stanze” a Genazzano, inaugurata il 30 novembre dello stesso anno presso il Castello Colonna, realizzata per mettere a confronto gli artisti della Transavanguardia con gli artisti dell’Arte Povera di Germano Celant. Un ulteriore aspetto che tradisce la prassi strategica di Bonito Oliva è la citazione nella prima pubblicazione dell’articolo di ulteriori due artisti oltre ai cinque precedentemente nominati, Remo Salvadori e Marco Bagnoli, nomi che scomparvero subito dopo da ogni iniziativa del gruppo. Ciò tradisce, secondo Livio Billo, anche, un particolare meccanismo di selezione adoperato dal critico <50. Achille Bonito Oliva tramite il suo articolo, contrapponendo l’Arte Povera di Germano Celant alla sua Transavanguardia, aveva cercato di mettere in mostra le caratteristiche del movimento, che prendeva le distanze dall’arte degli anni Sessanta e Settanta. Con la Transavanguardia il critico promosse il “ritorno alla pittura” legittimando una libertà espressiva che può essere letta come un “ritorno del rimosso”, ovvero la ripresa di una “irriverente nostalgia” che si esplicitava in una “pittura sgargiante” dai “tratti perturbanti, che riaffioravano da un passato premoderno, anti-teorico e de-politicizzato” <51 – afferma lo stesso critico d’arte Livio Billo nel suo testo “Figure della Transavanguardia”. “L’arte finalmente ritorna ai suoi motivi interni, alle ragioni costitutive del suo operare, al suo luogo per eccellenza che è il labirinto, inteso come ‘lavoro dentro’, come escavo continuo dentro la sostanza della pittura”. Così aveva affermato il critico nella prima pagina dell’articolo sulla rivista “Flash Art”, proprio a sottolineare l’idea di ritorno al figurativo, al gesto primo del fare arte. Infatti, continuò affermando come l’arte di quel momento aveva come linfa vitale la volontà di “ritrovare dentro di sé il piacere ed il pericolo di tenere le mani in pasta, rigorosamente, nella materia dell’immaginario, fatta di derive e sgomentate, di approssimazioni e mai di approdi definitivi” <52. Probabilmente la notorietà dell’articolo redatto da Bonito Oliva su Flash Art portò alla considerazione della Transavanguardia in un’inconciliabile dialettica con l’Arte Povera, incarnazione, secondo il critico d’arte, di “un passato repressivo e moralista” <53. Bonito Oliva, infatti, riporta Denis Viva, pose subito i “suoi” cinque artisti in opposizione generazionale con gli artisti dell’Arte Povera. All’interno dell’articolo su Flash Art si notava già l’effetto dirompente della Transavanguardia ed il suo distaccamento dall’arte fino ad allora in auge <54. Le iniziative e le mostre del gruppo furono quasi tutte sotto la curatela del critico Achille Bonito Oliva; infatti, quest’ultimo non mancò mai a nessuna rassegna del movimento. Inizialmente, come affermato in precedenza, il gruppo venne esposto in contrapposizione all’Arte Povera e al contempo come contro-altare delle neoavanguardie. Il lavoro del critico fu fondamentale, a lui si deve anche la promozione del movimento all’estero, dove grazie alla diffusione delle traduzioni dei testi riguardanti il gruppo redatti dal critico, la Transavanguardia acquistò una notorietà diffusa. A supporto del lavoro militante del critico vi era il consenso per le opere degli artisti, che ben presto riuscirono a conquistare fama internazionale nei mercati esteri, come viene riportato da Denis Viva all’interno del volume “La critica a effetto: rileggendo la trans-avanguardia” (1979) <55. La Transavanguardia, invero, ebbe eco in diverse nazioni del mondo, soprattutto in paesi come l’Argentina e la Germania. Tuttavia, non ebbe successo negli Stati Uniti, dove a garantirsi affermazione furono le singole personalità e non il gruppo in quanto tale. Qui la Transavanguardia provocò non poche critiche, provenienti soprattutto dalle figure che orbitavano intorno alla rivista americana October. Oltreoceano, infatti, il progetto di Bonito Oliva, fu protagonista di diversi dibattiti. I critici della rivista October assimilavano la Transavanguardia a un “ventaglio di proposte filo-pittoriche che giungevano, copiose, dalle varie scene artistiche nazionali”56. Come già anticipato precedentemente, il lavoro degli artisti della Transavanguardia si focalizzava sul recupero della libertà d’espressione, dando forma a un’arte personale, in cui tornava ad essere centrale la manualità della creazione artistica declinata nell’impiego della pittura, della scultura e del disegno. Con la Transavanguardia si assistette a una ripresa degli stili del passato letti in chiave individuale e soggettiva. Inizialmente, il movimento si pose in netta contrapposizione con le neoavanguardie, ritenute dai trans-avanguardisti inadeguate nel contesto della “presente situazione storica”, adottando un “nichilismo attivo” che va a riprendere quello di Nietzsche (“Nichilismo significa […] la situazione nella quale l’uomo rotola via dal centro verso la X”, così Giovanni Vattimo lo definiva all’interno del suo volume “La fine della modernità”), riporta all’interno del testo “L’arte oltre il Duemila” Achille Bonito Oliva. Questa posizione consisteva nel distaccarsi da qualsiasi ancoraggio, cercando di investigare ogni aspetto possibile della cultura. Il passato al quale attinge l’artista della Transavanguardia corrisponde a un passato vicino, al passato delle neoavanguardie, e della storia dell’arte europea. La caratteristica del movimento è quella di riprendere gli stili del passato pur non creando con essi alcun legame e identificazione. Anche il concetto di “figurativo”, centrale nell’ideologia trans-avanguardista, va a significare non una ripresa frontale dei modelli del passato, piuttosto, la ricerca del “figurabile” nell’immagine. I trans-avanguardisti lavorano nella consapevolezza di agire all’interno di una società di massa, cercando di rapportarsi equamente con la tradizione alta delle avanguardie e con l’arte dell’industria culturale. Il fulcro del loro lavoro non è più, come accennato precedentemente, la sperimentazione artistica con l’uso dei materiali e delle tecniche compositive più disparate, bensì l’elaborazione formale e la pratica creativa. Gli artisti realizzano intrecci stilistici e la loro arte è così caratterizzata da “un’ottica frammentaria e felicemente precaria”. Ciò che tentano di fare, non è effettuare un recupero delle tendenze stilistiche in chiave nostalgica, ma riprendere gli stili del passato macinandoli tra loro, cercando di attingere al maggior numero di possibilità espressive, riporta sempre Achille Bonito Oliva all’interno del volume “L’arte oltre il Duemila” <57. Tornarono così ad essere nuovamente utilizzati quei termini che prima erano stati oscurati, come “manualità”, “pittura” e “opulenza” e al contempo il gesto artistico divenne un segno di liberazione per l’artista, afferma invece Denis Viva <58. I trans-avanguardisti, quindi, afferma Bonito Oliva all’interno del catalogo della mostra “Avanguardia Transavanguardia” privilegiavano una ricerca personale, non di gruppo, ponendosi fuori da qualsiasi tipo di omologazione internazionale. Il lavoro di questi artisti, dunque, con prorompenza orientato verso il recupero del gesto pittorico, era supportato da una nuova e diversa mentalità, legata alle emozioni dello stesso artista, che trovava valore all’interno dei suoi procedimenti artistici <59. Gli artisti della Transavanguardia cercarono di investigare tutti i campi della cultura. Secondo quanto affermato da Achille Bonito Oliva, nel catalogo della mostra del 1982 “Transavanguardia Italia America”, “l’artista della Transavanguardia opera nel ritrovamento di una salutare incertezza, fuori dalla superstizione di riferimenti ancorati ad una sicura tradizione”. Nell’ottica del critico, l’artista trans-avanguardista è propriamente un nichilista. “svincolato da ogni centralità quanto a riferimenti, perché tutti i riferimenti sono possibili, liberato com’è dal bagaglio di disperazione che accompagna l’uomo quando perde la certezza della ragione, pronta a spiegare ogni contraddizione ed a riportarlo nell’alveo sicuro della motivazione” <60. L’arte dei trans-avanguardisti viene svincolata anche dal fine sociale e morale, e non più considerata neanche come un bene materiale. Il fulcro dell’atto artistico diviene la “trasgressione” dell’artista nel fare arte, il quale si affida semplicemente alla propria energia mentale. Dunque, sostiene Bonito Oliva “il recupero di una totalità esistenziale diventa il principio motore dell’attività estetica” <61. La produttività dell’artista rimase esclusivamente legata alla volontà interiore dello stesso, svincolato da legami esterni e il suo lavoro artistico si espresse quindi su un piano orizzontale, in cui l’artista andava ad investigare la propria fantasia <62. La Transavanguardia considerava il linguaggio “come uno strumento di transizione, di passaggio da un’opera all’altra, da uno stile all’altro” <63, continua il critico fondatore del gruppo. La Transavanguardia si caratterizzò, infatti, per il suo essere nomade linguisticamente; gli artisti operavano utilizzando linguaggi diversi del passato, allontanandosi dunque dal darwinismo linguistico <64 che aveva caratterizzato le avanguardie storiche. La ricerca artistica dei trans-avanguardisti differiva totalmente anche da quelle pratiche artistiche che avevano il proprio fulcro nella ricerca concettuale e sull’idea di progresso. La Transavanguardia, come affermato precedentemente, cercò di ridare importanza e autorevolezza alla pittura, ripristinando quindi la manualità del gesto artistico. Il recupero degli stili del passato, poi, si concretizzava in una sorta di nomadismo ricercato e transitorio. L’atto creativo operava trasversalmente andando ad indagare ogni contraddizione ed ogni luogo comune, tentando di mettere un punto alle incessanti sperimentazioni fino ad allora diffuse. [NOTE] 47 A. Bonito Oliva, La Trans-avanguardia, in «Flash Art», 7 settembre 2015, https://flash—art.it/article/la-trans-avanguardia/ (consultato il 20 aprile 2021). 48 L. Billo, Figure della Transavanguardia…, op. cit., pp. 61-62. 49 Ivi, pp. 39-40. 50 Ivi, pp. 72-73. 51 Ivi, pp. 24-25. 52 A. Bonito Oliva, La Transavanguardia Italiana, in «Flash Art» n.92-93, novembre 1979, p.17. 53 Ibidem. 54 D. Viva, La critica a effetto…, op. cit., pp. 28-29. 57 A. Bonito Oliva, L’arte oltre il Duemila, in L’arte moderna…, op. cit., pp. 326-328. 58 D. Viva, La critica a effetto…, op. cit., pp. 24-25. 59 A. Bonito Oliva in Avanguardia Transavanguardia…, op. cit., p.12. 60 Transavanguardia Italia-America…, op. cit., p.2. 61 Avanguardia Transavanguardia…, op. cit., pp. 10-11. 62 Ibidem. 63 Ivi, p.13. 64 Principalmente attribuito alle avanguardie storiche. Consiste nella visione di una linearità storica, “come progresso e superamento delle antinomie”. La Transavanguardia italiana, catalogo della mostra a cura di Achille Bonito Oliva, (Milano, Palazzo Reale 24 novembre 2011- 04 marzo 2012), Skira editore, Milano 2012, p.24. **Allegra Minò** , _La Transavanguardia di Achille Bonito Oliva_ , Tesi di laurea magistrale, Università Ca’ Foscari – Venezia, Anno Accademico 2020-2021 Share:
adrianomaini.altervista.org
July 5, 2025 at 11:07 AM
Achille Bonito Oliva e la nascita della Transavanguardia adrianomaini.altervista.org/achille-boni...
Achille Bonito Oliva e la nascita della Transavanguardia – Piccola antologia
adrianomaini.altervista.org
July 5, 2025 at 10:28 AM
Renaissance Echoes & Rave Culture: Transavanguardia and the Young British Artists
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In the late 1970s and 1980s, Italy and the United Kingdom witnessed two parallel artistic upheavals that repudiated the cool detachment of Conceptualism and Minimalism in favor of figuration, spectacl...
open.substack.com
April 30, 2025 at 5:49 AM
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open.substack.com
April 30, 2025 at 4:10 AM
Sandro Chia.

Pittore con orsi.

1986.

A native of Florence, he was a key member of the Italian Transavanguardia movement.
March 15, 2025 at 1:09 PM
René Magritte, Golconde, 1953

Altro titolo: La fracture sociale se creuse, c'est à dire la disparition de la petite bourgeoisie, 2024

#dadaism #surrealism #newdada #popart #conceptualart #appropriationart #dapresart #imitationart #postconceptual #fakeart #fuckart #transavanguardia #transavantgarde
February 6, 2025 at 10:31 AM
December 16, 2024 at 9:14 AM