#Tessile
"i proprietari di piantagioni di cotone dicono che abolire la schiavitù ucciderebbe il settore tessile"
If your industry can't survive without exploiting people, then you're in the wrong industry.
June 2, 2025 at 12:58 PM
E con questa vera faccia grinzosa, senza trucchi ne parrucchi, vado ad affrontare il mondo del tessile.
Telai abbiate cura di me. Siate per me scudo.
September 25, 2026 at 6:18 AM
Il colore di oggi è stato il nero.
La bellissima spiaggia de las Gaviotas, sabbia vulcanica, come la pece, tessile e nudista, a guardare i surfisti divertirsi
#tenerife
March 17, 2025 at 8:15 PM
October 19, 2024 at 12:20 PM
Il polipropilene (PP) è un polimero termoplastico, atossico e resistente chimicamente, ampiamente utilizzato in imballaggi alimentari, nel settore tessile, automobilistico e medicale. Tuttavia, il PP derivato dal petrolio, ha un impatto ambientale per produzione e smaltimento ma è riciclabile.
July 22, 2025 at 5:22 AM
Elisa Longo Borghini (UAE) wins the Trofeo Tessile e Moda ahead of Marlen Reusser and Urška Žigart
October 12, 2025 at 3:33 PM
Adam Yates (UAE) wins the Trofeo Tessile e Moda. Top-10
October 12, 2025 at 12:52 PM
No. Credo tessuti jacquard, ditta tessile
May 20, 2026 at 8:22 PM
"800 Brother"

Il lavoratore che ha dato fuoco alla fabbrica tessile nel Sichuan
che gli doveva 800 yuan (115 dollari) di arretrati salariali

Nessuno è rimasto ferito
lui ha avvisato tutti i lavoratori prima di appiccare l'incendio

l'intera fabbrica valeva 240 milioni di yuan (34 mln di dollari)
May 25, 2025 at 7:29 PM
hacker cinese espone i dati di 5.000 agenti antiterrorismo italiani

"In Toscana è in corso una violenta lotta per il controllo dei settori legati alla filiera tessile
Gli investigatori di Roma sospettano che Pechino possa già possedere informazioni sensibili sulle strutture investigative italiane"
A Chinese hack exposes data of 5,000 Italian counterterrorism officers – Decode39: ‘violent struggle is underway in Tuscany over control of sectors tied to the textile supply chain’ ‘Investigators in Rome suspect Beijing may already possess sensitive knowledge about Italy’s investigative structures’
A Chinese hack exposes data of 5,000 Italian counterterrorism officers - Decode39
Personal data of roughly 5,000 Italian Digos officers — including names, roles and postings — was reportedly obtained by hackers linked to China after a cyber intrusion into the Interior Ministry’s ne...
decode39.com
February 19, 2026 at 10:48 AM
È un'enclave circondata dal Sudafrica e ha un solo settore industriale sviluppato, quello tessile, che produce perlopiù per marchi statunitensi (i tessuti per Levi's, per esempio)

ilpost.link/hcxLICPuPM
L'insospettabile paese a cui Trump ha imposto i dazi più alti - Il Post
Il Lesotho è un'enclave circondata dal Sudafrica e ha un solo settore industriale sviluppato, quello tessile, che produce perlopiù per marchi statunitensi
ilpost.link
April 7, 2025 at 12:50 PM
ci sono qui belle discussioni qui sul tessile cinese da @lenorebeadsman.bsky.social e @analiticamente.bsky.social.

Io di mio ricordo che il tessile anche non cinese (ma quello cinese di più) inquina moltissimo, sia nella produzione che nello smaltimento, soprattutto il cotone che richiede quantità
August 16, 2026 at 9:07 PM
Solo le filiere?
Non vi dico chi ci lavora... tutto il tessile non solo il lusso
“Made in Italy? Il lusso spesso si regge su lavoro povero e sfruttamento, vogliono la nostra artigianalità ma ci trattano come il Terzo mondo”. Cos’è la “delocalizzazione in loco”
“Made in Italy? Il lusso spesso si regge su lavoro povero e sfruttamento, vogliono la nostra artigianalità ma ci trattano come il Terzo mondo”. Cos’è la “delocalizzazione in loco”
La crisi delle piccole medie imprese della filiera della pelletteria per i brand del lusso ha un impatto diretto sui lavoratori. Ce ne parla Luca Toscano , da anni in prima linea a fianco degli operai del comparto moda della zona di Firenze e Prato, oggi con il “Sindacato unione democrazia dignità” (Sudd cobas). Per i sindacati, la crisi che colpisce artigiani e terzisti è voluta dai brand del lusso, come affermano anche gli stessi piccoli imprenditori. Non sarebbero le dinamiche di mercato a generare la crisi, ma “ un sistema che si basa sulla precarietà strutturale e sullo sfruttamento seguendo logiche del massimo ribasso per massimizzare i profitti ”. La critica non è solo ideologica, ma parte dagli effetti che questo approccio genera sui territori culla dell’artigianato Made in Italy. Quelli che denuncia il Sudd cobas sono infatti gli effetti dello stesso meccanismo denunciato dai terzisti, una sorta di “delocalizzazione in loco” . Cosa succede nelle filiere della moda? Siamo di fronte a produzioni che non possono essere delocalizzate all’estero , perché c’è un forte interesse commerciale e di marketing nel mantenere il marchio Made in Italy . Tuttavia, ciò che è stato delocalizzato in passato nei paesi del terzo mondo viene oggi importato in Italia: condizioni di lavoro precarie, salari bassi e sfruttamento estremo. Eppure ormai tutti i grandi brand del lusso proiettano un’immagine etica, sostenibile, rispettosa, sembrano aver compreso l’importanza della sostenibilità sociale anche nelle scelte d’acquisto dei consumatori Apparentemente c’è questo interesse, ma la realtà è ben diversa. La produzione è quasi totalmente esternalizzata, affidata a fornitori e subfornitori a cui vengono imposte tariffe insostenibili. Parliamo di cifre che, per un subfornitore, che si aggirano dai 70 euro fino ai 25-30 euro per produrre una borsa venduta poi nei negozi a non meno di 1.000-1.500 euro. Anche nei casi migliori, le filiere si reggono su lavoro povero, con salari da 1.100 euro netti al mese per chi lavora sotto contratti artigiani che, in teoria, dovrebbero agevolare “i piccoli”. Ma in realtà i “piccoli” lavorano per i “grandi” e sono questi ultimi a guadagnarci dai salari bassi. Quali sono le condizioni dei lavoratori e delle aziende artigiane? Dove non ci sono condizioni estreme di sfruttamento, come turni di 12 ore per sei o sette giorni alla settimana, troviamo comunque contratti che offrono salari bassissimi. Le piccole aziende artigiane, spesso con meno di 15 dipendenti, applicano i contratti nazionali dell’artigianato, ma quei contratti sono pensati per tenere i costi il più basso possibile. Il risultato è che i lavoratori guadagnano meno dei teorici 9 euro lordi all’ora . Accanto al lavoro povero esiste un’intera fascia di super sfruttamento: lavoro nero, evasione fiscale, turni massacranti. E questo i brand lo sanno benissimo. Ma è improprio parlare di ‘crisi occupazionale’, dal momento che nel settore ci sono migliaia d i lavoratori costretti a fare due lavori in uno , dal momento che coprono 12 ore al giorno, sei giorni su sette, venendo pagati come uno solo. Il sistema è matematico: con i prezzi imposti dai brand, l’evasione e lo sfruttamento diventano inevitabili, qualunque imprenditore onesto fatica a stare ai prezzi imposti e finisce per chiudere o fallire. I grandi marchi sostengono di aver aumentato i controlli sulla filiera, anche per garantire il rispetto delle norme Sì, i brand esercitano un controllo totale sulla filiera: hanno persone fisicamente presenti nelle fabbriche dei fornitori per seguire la produzione, controllano il rispetto degli standard, ma chiudono un occhio sulle condizioni di lavoro. In alcuni casi, come per Montblanc , abbiamo visto situazioni emblematiche : dopo anni di lavoro con un fornitore in cui si tollerava sfruttamento e lavoro nero, l’azienda ha tolto le commesse appena il fornitore ha iniziato a regolarizzare i lavoratori . La giustificazione ufficiale? Si erano accorti improvvisamente che in passato l’azienda aveva lavorato in maniera irregolare. La realtà è che avevano finalmente regolarizzato i lavoratori, così il costo di produzione di una borsa era aumentato. Il brand non era disposto a pagare quell’aumento dovuto al rispetto del contratto nazionale. I brand non spostano più la produzione all’estero, ma portano le commesse da un fornitore all’altro , a pochi chilometri di distanza, per trovare condizioni più precarie. Ad esempio, le borse che Montblanc faceva produrre a un fornitore regolarizzato a Campi Bisenzio sono state trasferite a un’azienda in cui sono riemerse le vecchie pratiche di sfruttamento: turni di 12 ore, lavoro nero e totale opacità nei contratti. A volte, le commesse vengono passate addirittura tramite messaggi su WhatsApp, senza alcun accordo formale Cosa si potrebbe fare per cambiare la situazione? Non possiamo continuare a tollerare l’ipocrisia dei brand. Non possono fingere di ‘scoprire’ lo sfruttamento solo quando intervengono i sindacati o la magistratura. E non possono risolvere il problema spostando le commesse da un fornitore all’altro. Serve un intervento sistemico, a partire da una “clausola sociale” che vincoli i brand a garantire condizioni di lavoro dignitose lungo tutta la filiera . Ad esempio, in settori come la logistica o i multiservizi, esistono clausole che obbligano i committenti a garantire continuità occupazionale in caso di cambio appalto, oltre a essere responsabili del rispetto dei contratti nazionali. Perché non si può fare lo stesso nella moda? I lavoratori della filiera dovrebbero avere il diritto di appellarsi direttamente al brand per chiedere il rispetto delle norme e dei contratti. Il rispetto dei diritti aumenterebbe il costo del lavoro, in un momento in cui gli stessi artigiani subiscono i tagli dei budget per la produzione, giustificati dai brand come esito di una crisi del settore Non c’è una vera crisi nel lusso. Questo settore continua a generare profitti astronomici. La vera crisi è indotta dall’alto , con l’unico obiettivo di comprimere ulteriormente i costi della filiera. La retorica delle crisi insegna che questi momenti possono essere anche occasioni di cambiamento Questa situazione, in cui anche i terzisti si rendono conto dell’ insostenibilità della filiera , potrebbe davvero essere l’occasione di riportare legalità e dignità all’interno del settore. Se vogliamo affrontare questa crisi, dobbiamo ripartire da un orario di lavoro legale e da salari equi. Non si può continuare a permettere che il lusso italiano, tanto celebrato nel mondo, si regga sullo sfruttamento e sul lavoro povero. L'articolo “Made in Italy? Il lusso spesso si regge su lavoro povero e sfruttamento, vogliono la nostra artigianalità ma ci trattano come il Terzo mondo”. Cos’è la “delocalizzazione in loco” proviene da Il Fatto Quotidiano .
www.ilfattoquotidiano.it
February 22, 2025 at 8:33 AM
Adam Yates grabs win number 𝟵𝟰 for his team 😮

With a victory at the Italian Trofeo Tessile & Moda, Yates takes UAE Team Emirates-XRG's 2025 win total to a staggering 94 victories.

📸 Sprint Cycling
October 12, 2025 at 1:18 PM
In Veneto è recentemente scattato un allarme sanitario a causa della ricomparsa della cosiddetta Soluzione Minerale Miracolosa (MMS), un composto a base di clorito di sodio al 28%, una sostanza chimica utilizzata come candeggiante nell'industria tessile e cartaria. La MMS viene promossa...

1/3
January 30, 2025 at 6:07 PM
E la domenica è trascorsa così... troppo caldo per il tessile 😎🤣🤷🏻‍♂️.
Ed adesso... doposole dappertutto. Mi sento infuocato 🔥🔥
June 29, 2025 at 6:45 PM
www.ilsole24ore.com/art/meccanic...
Con il governo Meloni l’Italia non è mai stata così forte
Meccanica, tessile e call center: oltre 70 tavoli di crisi
Da Natuzzi al Sulcis, dall’Acc a Yoox: tra vertenze aperte e in monitoraggio quasi 60mila lavoratori a rischio. Nel 2025 sono stati chiusi 27 accordi
www.ilsole24ore.com
January 6, 2026 at 8:10 AM
E niente,mi tocca andare al lavoro.Maledetta flessibilità dell'industria tessile 🤬😡🤬😡
March 15, 2025 at 12:23 PM
16/04/1995 – Pakistan, il sindacalista tessile tredicenne Iqbal Masih viene assassinato;
April 16, 2025 at 7:54 PM
Io sono tintore,operaio tessile e questi giorni in 8 ore cambio 2 t-shirt..
July 19, 2024 at 6:34 PM
Dal 30 maggio al 2 giugno c’è stata una serie di scioperi consecutivi nel distretto tessile di Prato che hanno smosso un po’ le cose: quasi trenta aziende cinesi hanno fatto accordi con i sindacati per migliorare le condizioni dei lavoratori
Scioperare a Prato è servito - Il Post
Quasi trenta aziende cinesi del distretto tessile hanno fatto accordi con i sindacati per migliorare le condizioni dei lavoratori
ilpost.link
June 17, 2025 at 1:11 PM
Scioperare a Prato è servito
Scioperare a Prato è servito
Quasi trenta aziende cinesi del distretto tessile hanno fatto accordi con i sindacati per migliorare le condizioni dei lavoratori
ilpost.link
June 17, 2025 at 10:58 AM
The Trofeo Tessile & Moda Donne was won by Elisa Longo Borghini of UAE Team ADQ.

firstcycling.com/race.php?r=2...
October 12, 2025 at 3:13 PM